Un laboratorio per il secondo welfare

Percorsi di secondo welfare è il laboratorio attivo dal 2011 nell’ambito del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano e diretto da Franca Maino. Impegnato nello studio e nel supporto di forme integrative del welfare pubblico, attuate da aziende, fondazioni e associazioni, il laboratorio ha realizzato in questi anni una mole notevole di attività di formazione e accompagnamento di queste realtà, a favore di una compiuta innovazione sociale e del contrasto della povertà e delle disuguaglianze.

“Secondo welfare” è un’espressione nata dal dialogo fra Maurizio Ferrera, professore di Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano, e il giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico. Era il 2010, poco a valle della crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti.
Si ragionava sulle falle dello Stato sociale (Welfare State) italiano, notoriamente sbilanciato a vantaggio della previdenza e poco efficiente nel tutelare altre aree di bisogno, come il contrasto alla povertà, le politiche abitative, la conciliazione fra famiglia e lavoro, la sanità e l’assistenza e la promozione del benessere degli anziani. Per questo si pensava che si dovesse valorizzare un welfare diverso – il secondo welfare, appunto, promosso da privati profit e non profit – che potesse integrare il primo welfare di natura pubblica. Nasce così nel 2011 il Laboratorio Percorsi di secondo welfare, diretto dalla professoressa Franca Maino del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano.

Studiare per supportare

L’attività del laboratorio si articola attraverso diverse linee.

  • Approfondimento, documentazione e diffusione di tendenze, esperienze e buone pratiche di secondo welfare, per alimentare un dibattito fondato su esperienze reali, plurale e accessibile.
  • Raccolta di dati ed evidenze empiriche utili a delineare nuovi modelli di intervento, grazie a un consolidato metodo di ricerca nell’ambito delle politiche sociali.
  • Supporto e affiancamento alle organizzazioni nella progettazione strategica volta a realizzare iniziative innovative e disegnare il welfare del futuro.


Negli anni, il Laboratorio si è affermato come una realtà di eccellenza, attivissima nella ricerca scientifica sulle politiche sociali, nella consulenza e nel policy making, ma anche nella capacità di condividere con il pubblico i risultati della ricerca, sia attraverso incontri, pubblicazioni su testate nazionali, un sito di informazione e una newsletter settimanale.

Ogni giorno sul sito www.secondowelfare.it sono pubblicati contenuti che raccontano in maniera chiara e comprensibile i cambiamenti in atto nel welfare italiano. Si tratta di contributi che garantiscono un alto livello di approfondimento, ma vogliono anche evitare tecnicismi, permettendo a chiunque di comprendere che cosa sia il secondo welfare e come stia cambiando il nostro sistema sociale.

Il portale, che è anche una testata giornalistica registrata, è ormai un punto di riferimento per addetti ai lavori, studiosi, policy-maker e stakeholder che a diverso titolo sono impegnati nel campo del welfare. Ma anche per studenti, operatori e beneficiari interessati ad approfondire tematiche che sempre più spesso influenzano la vita quotidiana. 

Il tutto è possibile grazie a un gruppo di lavoro che oggi conta 19 collaboratori stabili, in prevalenza ricercatori e ricercatrici, ma fra i quali ci sono anche giornalisti specializzati in tematiche sociali.

Recentemente il gruppo si è costituito in impresa sociale, con una chiara strategia di crescita economica e di personale, così come di focalizzazione e affinamento degli strumenti di comunicazione e consulenza.

Accompagnare le realtà attive nel secondo welfare

Oltre a fare ricerca e comunicazione, il Laboratorio aiuta soggetti pubblici e privati – ministeri, regioni, sindacati, enti del terzo settore, fondazioni e aziende – che si muovono a vario titolo nel perimetro del welfare. Si tratta di un vero e proprio accompagnamento di queste realtà per aiutarle nella progettazione strategica di interventi innovativi volti a disegnare il welfare del futuro.
Negli ultimi anni le attività di consulenza e accompagnamento del laboratorio hanno continuato a crescere, registrando un aumento di risorse e consolidando la propria reputazione verso gli stakeholder e il pubblico. La lista delle consulenze e ricerche finalizzate, in particolare, a migliorare il contrasto alle fragilità economica, sociale, assistenziale ed educativa spazia dalle Regioni Lombardia e Piemonte a fondazioni di origine bancaria come Cariplo, CRC, Compagnia di San Paolo, Cariparma, ad aziende e cooperative, associazioni, network, sindacati ed enti locali. Anche la politica nazionale si serve frequentemente del contributo del Laboratorio.
Tra i progetti più recenti l’Osservatorio territoriale del Bresciano “OsservaBrescia”, lanciato ad aprile 2025, progetto di Intesa Sanpaolo curato da Percorsi di secondo welfare, che vuole tracciare nuove strade per accrescere il benessere della comunità grazie a un approccio collaborativo e basato sui dati, fornendo agli attori locali gli strumenti per comprendere meglio le trasformazioni in corso e sviluppare risposte concrete, condivise e innovative.

I rapporti sul secondo welfare, motore dell’innovazione sociale

Tra le numerose attività di studio e informazione, da segnalare, oltre ai Working paper 2WEL, ci sono i Rapporti biennali sul secondo welfare in Italia, arrivati alla sesta edizione, Agire insieme – Coprogettazione e coprogrammazione per cambiare il welfare (dicembre 2023).

Come si legge nell’introduzione, il sesto rapporto osserva come il secondo welfare fosse in partenza composto perlopiù di iniziative spontanee, disparate sul piano funzionale e organizzativo, isolate fra loro. «Raggrupparle sotto un unico descrittore – secondo welfare – fu in larga misura una scommessa: poteva infatti trattarsi di un fenomeno passeggero, oppure di un “fiume carsico” destinato a emergere e scomparire dall’orizzonte a seconda del contesto».  

Nel corso del tempo il Rapporto attesta però la nascita di un processo di consolidamento interno, capace di selezionare le pratiche resilienti e incentivare passaggi di scala e creazioni di raccordi. «Crescendo, il secondo welfare è diventato un motore importante di ciò che l’Unione Europea chiama “innovazione sociale”: nuove idee e sperimentazioni volte da un lato a migliorare le risposte ai bisogni sociali e dall’altro lato a incoraggiare nuove forme di collaborazione fra attori e nuove relazioni sociali e istituzionali». 

Il Sesto Rapporto si focalizza sul secondo lato dell’innovazione sociale, quello della “collaborazione”: illustra le varie forme ed esperienze di co-creazione degli interventi, basata sul coinvolgimento di vari attori sociali e istituzionali dotati di differenti risorse e capacità, da combinare in modo possibilmente sinergico, articolato su due differenti livelli:

  1. coprogrammazione, ossia l’insieme di attività volte all’individuazione dei bisogni delle comunità, degli interventi necessari e delle modalità per realizzarli, nonché delle risorse disponibili;
  2. coprogettazione, finalizzata alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento. 

Il capitolo finale individua alcune raccomandazioni e prospettive utili a favorire la diffusione di processi di coprogettazione e coprogrammazione: per essere sempre più solidi e condivisi, dovranno perseguire lo scopo non solo di proteggere dai rischi, ma anche di ampliare le opportunità per cittadine e cittadini, con una particolare attenzione ai più fragili, dando loro voce e potere attraverso la partecipazione ai processi decisionali e attuativi.

Per saperne di più si rimanda al capitolo dedicato al Laboratorio sul Secondo Welfare in L. Carra, N. Milazzo, S. Cima, M. Bianchi, M. Mori, Sostenibilità, diritti e innovazione sociale, Milano University Press, 2022.