Negli ultimi dieci anni l’Università degli Studi di Milano ha quasi raddoppiato il numero dei suoi studenti internazionali, che ora sono più dell’8%. Hanno contribuito a questo sviluppo anche alcuni progetti del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche pensati per attirare studenti dall’estero: dagli entry package, uno “scivolo linguistico” proposto tenendo in inglese alcuni corsi del primo anno, fino al primo corso di laurea magistrale svolto interamente in lingua inglese: Economics and Political Science.
La Statale di Milano è un grande ateneo a vocazione internazionale: lo dimostra tra l’altro la sua appartenenza alla LERU, League of European Research Universities, un consorzio che coinvolge 12 paesi europei, di cui fanno parte 24 università che svolgono una intensa attività di ricerca scientifica, e all’alleanza 4EU+ European University Alliance, che riunisce otto università pubbliche d’eccellenza, multidisciplinari e fortemente orientate alla ricerca: Università Statale di Milano, Charles University di Praga, Università di Heidelberg, Université Paris-Panthéon-Assas, Sorbonne Université di Parigi, Università di Copenaghen, Università di Ginevra e Università di Varsavia – distribuite su una vasta area geografica che va dal Mediterraneo al Baltico.
È un segnale di vitalità e di continuo stimolo intellettuale constatare la naturalezza con la quale, nei cortili delle facoltà, molte conversazioni fra studenti avvengono in una lingua diversa dall’italiano, grazie anche alla presenza di studenti in mobilità.
Le iniziative che hanno aperto la strada ai corsi in lingua inglese
Hanno contribuito a questo svolgimento anche una serie di progetti e iniziative nati all’interno del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, che hanno cominciato a proporre corsi in lingua inglese: partiti come laboratori, si sono in seguito sviluppati fino ad arrivare ai numerosi corsi di laurea magistrale in lingua inglese e bilingue presenti oggi.
Non si può non ricordare, tra gli artefici di questa storia, Marino Regini (professore emerito del Dipartimento, coordinatore del progetto Unimi2040, e ex-preside della Facoltà di Scienze Politiche): che a partire dal 2010 decide di offrire agli studenti internazionali, e a quelli italiani desiderosi di sperimentarli, degli insegnamenti di primo anno in lingua inglese in alternativa a quelli in italiano. Le cinque discipline coperte erano quelle che tipicamente si trovano nelle classi di laurea della facoltà: Scienza politica, Sociologia generale, Microeconomia, Diritto pubblico, Storia contemporanea. Con questo “entry package” ci si aspettava che gli studenti stranieri approfittassero del primo anno come “scivolo linguistico” per poi proseguire gli studi in italiano.
Dopo lunga progettazione, e grazie anche all’impulso di Franco Donzelli, all’epoca direttore del dipartimento DEMM (Economia Management e Metodi Quantitativi), un passaggio fondamentale per attrarre dall’estero studenti e svecchiare la didattica anche per gli studenti italiani, è stata la nascita del corso di laurea magistrale di Economics and Political Science. Questo corso ha innovato sotto il profilo dell’insegnamento in lingua inglese, dell’adozione di standard e materiali didattici in linea a quelli delle più prestigiose università anglosassoni, ed è stato anche il primo percorso in Statale con un preciso impianto interdisciplinare: un Corso di laurea magistrale biclasse, fra Economia e Scienza politica, pensato per offrire un mix formativo unico in Italia, ma assai apprezzato e diffuso in contesti internazionali.
La fase successiva non poteva che essere rappresentata dal trasportare questa esperienza a livello Bachelor. Il modello era quello dei cosiddetti PPE (Philosophy, Politics and Economics), i più prestigiosi percorsi educativi nel campo delle scienze sociali, che mescolano conoscenze e competenze nel campo della Filosofia, della Scienza politica e dell’Economia. Il contesto più appropriato per una sperimentazione di questo tipo era il corso di laurea in Scienze politiche, allora coordinato da Alessandra Facchi: su un impianto già interdisciplinare, e che ancora beneficiava in parte dell’esperienza dell’entry package con corsi di primo anno in lingua inglese, è stato innestato un curriculum denominato “Politics and Economics”, che includeva corsi in inglese di Logica, Filosofia politica e Filosofia dell’economia, approfondimenti di metodi quantitativi, e corsi coerenti di Scienza politica ed economia.
I corsi di laurea in lingua inglese
Il successo dell’iniziativa ha portato nel giro di cinque anni a passare dalla sperimentazione curriculare a un nuovo corso di laurea triennale in lingua inglese, organizzato in collaborazione fra i tre dipartimenti della facoltà. Nasce così International Politics, Law and Economics (IPLE), che ad una comune prospettiva comparata e internazionale, affianca due curricula. Il primo, erede del curriculum di Scienze politiche, approfondisce tematiche politiche ed economiche, con una forte attenzione agli aspetti di metodo e all’analisi dei dati; il secondo, che si focalizza sul diritto internazionale e comparato, unitamente a temi di relazioni internazionali e agli studi di area. Il suo primo coordinatore è stato Marco Pedrazzi.
Il Corso di laurea ha subito dimostrato la sua attrattività sia in Italia, anche al di fuori dell’area milanese e lombarda, sia nel mondo, con un elevato numero di studenti non europei.

Il grafico mostra questo successo, a fronte di un numero programmato dovuto ai limiti logistici della facoltà e alle necessità connesse con i laboratori previsti, di 125 studenti europei, e di 25 studenti non europei (linee tratteggiate).

Nel giro di pochi anni, il corso International Politics, Law and Economics ha avuto studenti provenienti da tutti i continenti e da oltre 40 paesi diversi. Ancora di più sono le nazionalità coinvolte nel complesso dei tre progetti didattici.
La prima coorte di studenti di Politics e Economics, che si sono immatricolati nell’anno accademico 2014/15, si è laureata nel 2017, mentre le prime matricole IPLE, che si sono iscritte nel 2019/20, si sono laureate nel corso del 2022.